- Verso la nuova tipicità dell'illecito civile
In un recentissimo caso di cronaca giudiziaria di rilevanza nazionale e mediatica, si potrebbe proporre o riproporre una questione esaminata poco tempo addietro (giunta in cassazione nel 2023), allora forse per la prima volta. Oggi, nel caso di rilevanza mediatica, la famiglia della vittima per tramite del loro legale si oppone alla revisione del processo che ha portato alla condanna del primo indiziato, ora condannato in via definitiva. Forse sarebbe tempo di ridiscutere la partecipazione della parte privata al processo penale, e la stessa costituzione di parte civile. L'interesse della parte civile – e l'opposizione ad un eventuale processo di revisione – è nel dover restituire il risarcimento del danno, le spese legali, ed in ultimo doverle pagare all'incolpato e condannato pur innoce... - Violenza di genere, il manuale per gli operatori antiviolenza
È stato presentato il 14 maggio al Salone del Libro di Torino "Il servizio antiviolenza tra cura e diritto. Guida normativa e pratica per operatori di sportello Antiviolenza", volume curato dalle avvocate calabresi Ylli Pace e Anna Bellantoni e pubblicato da Gambini Editore. Il libro sarà disponibile da metà giugno nelle librerie e sul portale online della casa editrice diretta da Isabella Gambini.
Il manuale nasce dall'esperienza maturata dalle due professioniste nei percorsi di formazione rivolti agli operatori degli sportelli antiviolenza attivati sul territorio nazionale e si propone come strumento pratico e multidisciplinare per affrontare il fenomeno della violenza di genere.
«Questo lavoro nasce dall'ascolto delle difficoltà emerse nei casi affrontati quotidianamente e d... - Il sindaco sospeso: quando una condanna non definitiva spegne il mandato elettivo
1. Il quadro normativo e i reati rilevanti
Un Sindaco eletto con ampio consenso popolare può essere allontanato dalla carica non per volontà degli elettori né per sentenza definitiva, ma per effetto automatico di una pronuncia di primo grado, senza alcuna valutazione discrezionale. È lo scenario introdotto dal D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 235 — Legge Severino — che tocca nervi scoperti del sistema democratico: elettorato passivo, principio di non colpevolezza, buon andamento della pubblica amministrazione. La risposta del legislatore è netta: la sospensione opera di diritto, automaticamente, senza margini di apprezzamento.
L'art. 11 disciplina due istituti distinti: la sospensione (temporanea e reversibile) e la decadenza (definitiva e irreversibile). Sono sospesi di diritto: a) i conda... - Scordati la pensione di tuo padre: che pensione prenderai davvero?
Per anni abbiamo pensato alla pensione come a un traguardo naturale: lavori, versi contributi, arrivi a una certa età e lo Stato ti garantisce un assegno sufficiente per vivere. Era il modello dei nostri genitori, dei nostri nonni, di chi ha costruito la propria vecchiaia contando su una pensione pubblica spesso più vicina all'ultimo stipendio.
Quel mondo, però, non esiste più.
Oggi la domanda non è soltanto: "Quando andrò in pensione"". La domanda vera è: "Quanto prenderò"". E, ancora più precisamente: "Con quella pensione potrò vivere""
Il punto è questo: il sistema pensionistico italiano è cambiato nella sua sostanza. Non basta più avere "una pensione". Bisogna capire quale pensione, con quanti anni di contributi, con quale retribuzione, e soprattutto con quale storia lavorativa... - Malattie professionali: quando parte la prescrizione del risarcimento
In tema di malattie professionali, il termine di prescrizione non inizia automaticamente con la diagnosi, ma dal momento in cui il lavoratore o i suoi eredi comprendono in modo ragionevole che la malattia è collegata all'attività lavorativa. Questo principio è stato ribadito dalla Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 14269/2026. Il caso
La vicenda riguarda gli eredi di un bracciante agricolo, deceduto nel 2011 per un tumore polmonare. La famiglia aveva citato in giudizio un'azienda agricola, sostenendo che il lavoratore fosse stato esposto per anni a sostanze nocive durante il periodo di impiego (2000-2010), chiedendo il risarcimento dei danni. Le decisioni dei giudici di merito
Tribunale e Corte d'Appello di Roma avevano respinto la richiesta, ritenendo il diritto ormai prescri... - Divorzio e TFR: quando spetta una quota all'ex coniuge
Il diritto dell'ex coniuge a ricevere una parte del TFR dell'altro non è automatico, ma nasce solo al termine del rapporto di lavoro e al ricorrere di condizioni precise. Lo ha ribadito il Tribunale di Palermo con la sentenza n. 2411/2026, interpretando l'art. 12-bis della legge sul divorzio. Quando matura il diritto
La quota di trattamento di fine rapporto può essere riconosciuta solo se, al momento della cessazione del lavoro dell'ex coniuge, chi la richiede: percepisce ancora l'assegno divorzile non si è risposato e il periodo di lavoro si è svolto, almeno in parte, durante il matrimonio
Il diritto sorge quindi nel momento in cui il TFR diventa esigibile per l'ex coniuge lavoratore, non prima. Nessun diritto senza assegno divorzile
Se al momento della maturazione del... - Accesso alle pene sostitutive anche in sede esecutiva
Il giudice dell'esecuzione, nel ridurre la pena detentiva di un sesto in caso di mancata impugnazione della sentenza di condanna resa in esito al giudizio abbreviato, può applicare in suo luogo una pena sostitutiva al condannato. Lo ha chiarito la Corte costituzionale con la sentenza numero 87/2026. Il Tribunale di Nola aveva sollevato questione di legittimità costituzionale degli articoli 442, comma 2-bis, e 676, comma 3-bis, del codice di procedura penale, introdotti dalla riforma della giustizia penale del 2022. Queste norme prevedono uno sconto di pena per il condannato che rinunci al diritto di impugnare la sentenza di condanna emessa nei suoi confronti con rito abbreviato. Non è però stata espressamente prevista la possibilità per il giudice dell'esecuzione di sostituire la pena dete... - Risarcimento ai familiari anche senza danni gravi
La Corte d'Appello di Brescia, con la sentenza n. 352 del 13 aprile 2026, ha ribadito che il danno subito dai familiari della cosiddetta "vittima primaria" può essere risarcito anche quando le conseguenze riportate dal congiunto non assumano particolare gravità.
Secondo i giudici, ciò che rileva è la dimostrazione dell'effettivo pregiudizio patito dai parenti, prova che può essere fornita anche attraverso elementi presuntivi e criteri di comune esperienza. Il danno da perdita del rapporto familiare
Quando una persona perde la vita a causa dell'illecito commesso da terzi, i familiari più stretti possono agire iure proprio per ottenere il risarcimento del danno non patrimoniale derivante dalla perdita del rapporto parentale.
Il pregiudizio riguarda sia la sofferenza interiore leg... - Google I/O 2026: perché il sito vetrina dell'avvocato è ufficialmente morto
I recenti annunci del Google I/O 2026 hanno tracciato un solco irreversibile nel modo in cui le informazioni vengono indicizzate, elaborate e mostrate agli utenti a livello globale.
Se l'avvocatura italiana ha spesso guardato alla trasformazione digitale come a un'opzione facoltativa — ridotta il più delle volte alla mera pubblicazione di un sito internet statico con l'elenco delle proprie aree di attività — le nuove direttive algoritmiche di Mountain View impongono un radicale bagno di realtà: l'era del classico "sito vetrina" è ufficialmente terminata.
L'integrazione pervasiva dei modelli conversazionali evoluti all'interno del motore di ricerca non rappresenta più una fase sperimentale, ma il nucleo pulsante dell'esperienza d'uso quotidiana dell'utente.
Per gli studi legali, ques... - Delibere condominiali: decisivi i millesimi, non il numero dei voti
Delibere condominiali: prevalgono i millesimi
Nelle assemblee di condominio, ai fini della validità delle delibere, non è sufficiente che i voti favorevoli siano superiori numericamente. A incidere in modo determinante è soprattutto il valore dei millesimi rappresentati dai condomini presenti e votanti.
Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 13856/2026, precisando che, nelle assemblee convocate in seconda convocazione, la delibera può essere annullata quando i voti contrari, pur inferiori come numero di partecipanti, rappresentano una quota millesimale maggiore rispetto ai consensi favorevoli. Il caso esaminato dalla Cassazione
La vicenda riguarda l'impugnazione di una delibera approvata da un condominio di Messina su questioni relative alla gestione dell'edificio. ... - Trattenimento straniero per pretestuosità e diritto al silenzio
Lo ha stabilito la Corte costituzionale, con la sentenza numero 78/2026, dichiarando non fondata la questione di legittimità costituzionale degli articoli 6, comma 5, del decreto legislativo numero 142 del 2015 e 14, comma 4, del decreto legislativo numero 286 del 1998, sollevata dalla Corte d'appello di Torino, in riferimento agli articoli 3 e 24, secondo comma, della Costituzione. Avendo raccolto dal richiedente protezione internazionale, nel corso dell'udienza di convalida del trattenimento per pretestuosità della domanda di asilo, dichiarazioni giudicate rilevanti ai fini della convalida stessa, il rimettente aveva censurato il combinato disposto delle suddette norme, nella parte in cui non garantisce al trattenuto il c.d. diritto al silenzio, e gli appositi preventivi avvisi, in analo... - Autismo: il giudice obbliga l'ASL alla riabilitazione residenziale
Il caso del giovane Lorenzo
La vicenda esaminata dal Tribunale di Napoli, Sezione Lavoro, ha per protagonista un ragazzo di sedici anni. Lorenzo (nome di fantasia) è affetto da un grave disturbo dello spettro autistico, caratterizzato da forte agitazione psicomotoria, grave deficit cognitivo e comportamenti aggressivi.
Nonostante la stessa Azienda Sanitaria avesse certificato la necessità di un inserimento in una comunità terapeutica con rapporto 1:1 , le delibere per la presa in carico non venivano di fatto adottate. Questa inerzia ha lasciato la famiglia in una situazione di estrema criticità, con gravi ripercussioni psicologiche e di sicurezza anche sulle due sorelle più piccole. I genitori si sono quindi rivolti al giudice chiedendo un provvedimento d'urgenza. L'urgenza e il diri... - Indirizzo legale a Milano: l'asset strategico che plasma immagine e successo
Spesso, gli avvocati si concentrano su specializzazioni, pubblicazioni e networking, trascurando un elemento tanto visibile quanto potente: l'indirizzo del proprio studio. Questo non è un mero dato logistico, ma una dichiarazione di intenti, un pilastro della propria immagine professionale e un asset strategico in grado di influenzare la percezione dei clienti, dei colleghi e dei partner. Comprendere il nesso tra diritto all'immagine e successo professionale: perché l'indirizzo dell'ufficio è un asset strategico per i legali milanesi è il primo passo per trasformare una riga su un biglietto da visita in un concreto vantaggio competitivo.
L'impatto psicologico di un indirizzo prestigioso sulla percezione del cliente
La prima impressione non è quasi mai legata alla discussione di un pare... - Divieto di prevalenza dell'attenuante sulla recidiva: bocciato l'art. 69 c.p.
Il divieto di accertare in concreto la prevalenza della diminuente della riparazione integrale del danno sull'aggravante della recidiva reiterata viola i principi di proporzionalità e della finalità rieducativa della pena, attribuendo a priori un abnorme rilievo alla richiamata aggravante. È quanto si legge nella sentenza numero 72/2026, che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 69, quarto comma, del codice penale, nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza dell'attenuante della riparazione integrale del danno sulla recidiva reiterata. Secondo la Corte, il richiamato divieto non consente al giudice di valorizzare adeguatamente la diminuente in esame anche nelle ipotesi in cui la rimozione degli effetti civili pregiudizievoli attenua grandemente il vulnus cagio... - Magistrati onorari, incostituzionale la rinuncia ai diritti conferiti dall'UE
Con la sentenza numero 71/2026, la Corte costituzionale ha dichiarato la illegittimità costituzionale dell'articolo 29, comma 5, del decreto legislativo numero 116 del 2017 (come sostituito dall'articolo 1, comma 629, lettera a, della legge numero 234 del 2021), nella misura in cui fa conseguire al superamento delle procedure di "stabilizzazione" riservate ai magistrati onorari in servizio all'entrata in vigore dello stesso decreto legislativo la rinuncia – in relazione ai rapporti antecedenti la stabilizzazione medesima – ai diritti conferiti dall'Unione europea, quanto alle ferie retribuite, alla previdenza e all'assistenza. Prima di affrontare il merito della questione, la Corte ha svolto alcune importanti considerazioni. Ha osservato, in primo luogo, di essere stata chiamata dal giudic...
Fonte: www.studiocataldi.it